quando...
Quando nel
2002 ho deciso di lasciare, dopo averci lavorato per 20 anni, la banca ancora non sapevo che cosa avrei fatto della mia vita lavorativa.
E’stata più una scelta di impulso che ragionata, più un bisogno che un calcolo… anche perché se mi fossi messa a tavolino dove avrei trovato il coraggio di lasciare un lavoro sicuro, un ottimo stipendio, ferie malattie pagate ecc.ecc?
No, nessun calcolo… e se adesso mi chiedete: lo rifaresti? Vi risponderei di sì.
Certo ci sono difficoltà e paure da affrontare tutti i giorni, ma quanta energia si è creata dietro quella decisione, quanto porte si sono chiuse per poi diventare grandi portoni, quante cose ho imparato soprattutto di me, quante opportunità che mi sono capitate!!
Capisco che questa è una scelta di vita che richiede coraggio e incoscienza, organizzazione e fortuna.
Molti mi chiedono come faccio a organizzare il lavoro, tutto da sola senza nessun che mi dice cosa, quando, come… questo è un elemento essenziale, ognuno di noi deve capire quanta voglia ha di essere imprenditore di sé stesso, senza l’appoggio di qualcuno che ci apra la strada (o ce le chiuda) che ci risolva i problemi (o ce li crei).
Io nel gennaio 2002 ho fatto a me stessa e alla mia famiglia questa promessa: avrei fatto solo qualche cosa che aveva a che fare con me e con i miei ideali. Avrei cercato persone con le quali condividere progetti e idee e non avrei più permesso alla tristezza e al compromesso di farmi compagnia.
Oggi a distanza di quasi dieci anni posso dire di avercela fatta.
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